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Oltre ai formaggi

La Vetriata, non è solo ricordata per l’allevamento di capre di razza camosciata delle Alpi ed i formaggi a latte crudo, ma anche per la produzione di frutta da cultivar antiche (mele, pere, cachi, fichi, susine…) e per l’allevamento amatoriale della Marans, ”la gallina dalle uova d’oro”,  conosciuta per la sua straordinaria capacità di deporre uova dal color cioccolato.

Non possiamo definirci un’azienda a conduzione bio, perchè contrari alla certificazione di quello che ormai è perlopiù riconosciuto come un marchio. Noi crediamo nella conduzione ”al naturale” della nostra cascina. Se volessimo utilizzare un termine che meglio di tutti spiegasse chi siamo e cosa facciamo, sarebbe sicuramente quello della permacultura.

Tutto ciò si traduce come segue: 

A) Nel frutteto, con la sola scelta di varietà autoctone e antiche particolarmente resistenti alle condizioni pedoclimatiche del nostro Territorio; alcun trattamento anticrittogamico ed antiparassitario è previsto. Questo non consente  Noi di fare le giuste previsioni nè sui raccolti e nè sulla perfetta presentazione del frutto ma ci permette di conservare integro il piacere di raccogliere la frutta dagli alberi sapendo di poterne mangiare anche la buccia;

B) Nell’allevamento, con capre al pascolo su prati stabili di collina di spiccato interesse per la loro biodiversità; nella convinzione che la Natura faccia bene le cose e che per questo le capre sappiano trovare ciò di cui han bisogno frequentando gli spazi all’aperto, non si è reso praticamente mai necessario, se non in pochissimi casi particolarmante complessi, l’ausilio del veterinario.

Mai usate le cure antibiotiche e le vaccinazioni; per ciò che concerne il discorso dei parassiti intestinali, fin quando un’ indagine delle feci non lo riterrà giustificato, nessun trattamento a tal proposito verrà preso in considerazione, rispettando cosi quel delicato equilibro che la Natura sa ben gestire da se.

Risultato: animali dal pelo bello lucido, visibilmente in ottimo stato di salute.

La tendenza attuale è quella di “decornificare” le capre, così come i bovini, a pochi giorni dalla loro nascita e questo perchè nella conduzione della stalla ciò comporta diversi vantaggi; noi siamo assolutamente contrari a questa pratica perchè non è difficile capire quanto sia importante per l’animale, l’uso di queste appendici nello stabilire regole comportamentali e di gerarchia all’interno del gregge. Loro si che son ben contente di essere cornute!

Seguendo il principio della stagionalità del normale ciclo di fertilità della capra che è strettamente legato all’accorciarsi delle ore di luce (in genere tra settembre e dicembre), non si effettua da Noi la pratica della destagionalizzazione dei calori  che consentirebbe  con pratiche forzate ad avere latte fresco anche nel periodo invernale.

C) Galline allevate a terra, nutrite solo con granaglie e libere di razzolare tra i prati alla ricerca di semi, foglie, sassolini e piccoli insetti; a tutto questo si aggiunge un bel pastone caldo durante il periodo invernale, preparato con pane raffermo inumidito in acqua, crusca e farina di mais.

Contro i parassiti intestinali, si fa uso dell’estratto di semi di pompelmo diluito nell’acqua da bere.